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Redazione

Prevenire la carie

Si dice sempre che il fatto avere denti sani e forti sia frutto del destino, ma in realtà è anche il frutto delle cure offerte, nel corso del tempo, alla dentatura. E proprio sul fronte della prevenzione, per sapere se si è ad alto rischio di carie è da poco a disposizione un test capace di stabilire la "sensibilità" individuale ai batteri responsabili della distruzione dello smalto. L'esame, che viene effettuato dal dentista, va infatti a misurare alcuni parametri della saliva: la sua acidità, per esempio che, se troppo alta, facilita la crescita dei batteri della placca. Il test individua inoltre se in bocca sono più o meno abbondanti certi germi che, più di altri, sono responsabili dell'erosione a carico dello smalto (come gli streptococchi mutans, per esempio). In base al numero e alle specie di batteri presenti in bocca viene perciò definita la "propensione" personale alla carie e, se si è ad alto rischio, l'igiene orale deve diventare ancora più accurata.

Igiene ancora più mirata anche se si è stressati, si fuma, o si fa uso di tranquillanti: tutte queste situazioni riducono le normali quantità di saliva e, come tale, la bocca risulta meno difesa nei confronti dei batteri orali. Collutori disinfettanti e dentifrici al fluoro diventano perciò alleati insostituibili ma, indipendentemente dall'inclinazione individuali e da fattori di rischio personali, è sempre utile giocare d'anticipo e mettere in atto una difesa nei confronti della carie che dovrebbero prendere le mosse sin dalla vita nel pancione. Si tratta della fluoroprofilassi, un piano preventivo che sfrutta le prerogative del fluoro e che va avviato sin dall'inizio della gravidanza. Il sale minerale ha infatti la prerogativa di legarsi all'idrossiapatite, una sostanza portante dello smalto, e di trasformarla in fluorapatite: quest'ultima ha una struttura più stabile e resiste meglio all'acidità che si libera quando la placca batterica trasforma gli zuccheri dell'alimentazione. Proprio per questo, gli specialisti consigliano tutte le donne in attesa di consumare una pastiglietta da un milligrammo di fluoro al giorno, sin dall'inizio della gravidanza. La sostanza viene in parte assorbita anche dal feto e va a depositarsi sui suoi dentini in formazione, rendendoli più resistenti. Dopo la nascita, invece, il prezioso elemento va somministrato direttamente al bambino e, stando ai dettami dell'Organizzazione Mondiale della Sanità, è necessario seguire una vera e propria tabella di marcia dove le quantità di fluoro variano a seconda dell'età: da 0 a 2 anni la quota necessaria è di una pastiglietta da 0,25 milligrammi al giorno, da 2 a 4 la quantità si alza a 0,50 milligrammi, mentre tra i 4 e i 16 anni la dose utile è di un milligrammo quotidiano. A partire dai 6-7 anni in poi, l'azione protettrice del fluoro preso per bocca può essere potenziata anche dai dentifrici e i collutori al fluoro: attraverso la saliva, l'elemento riesce ad essere assorbito dai denti anche in età adulta e li rende più resistenti agli attacchi dei batteri.

I collutori vanno però usati a regola d'arte: lo sciacquo va effettuato dopo aver lavato i denti e deve avere una durata di circa un minuto, il tempo necessario perché il fluoro possa entrare in azione. Una volta sputato il collutorio, la bocca va sciacquata con acqua corrente e, per almeno 30 minuti non bisogna mangiare nulla. In caso contrario si annullerebbe l'effetto protettore del sale minerale.

Se si vuole ottenere un effetto ancora più duraturo, si può infine ricorrere ad applicazioni di fluoro "più energiche", effettuate dal dentista: i denti vengono ripuliti e, successivamente, cosparsi con una soluzione di resina fluoro-emittente. Il dente si ritrova perciò a beneficiare di una microdoccia continua del prezioso elemento: questo si deposita sotto forma di patina resistente sulla sua superficie e viene rilasciato successivamente a piccole quote giornaliere. La patina può resistere circa 5 anni, dando perciò maggior resistenza allo smalto e proteggendolo al meglio da attacchi indesiderati per un tempo prolungato.

Se desiderate ulteriori informazioni sull'argomento amalgama, potete consultare l'articolo di revisione della letteratura scientifica del Dott. Tessore: "I restauri in amalgama d'argento sono nocivi per la salute del paziente?"


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