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Numerose sono le armi a nostra disposizione in quella che è ormai diventata una vera e propria battaglia contro il nemico numero uno della salute del cavo orale: la placca sopragengivale, prima responsabile dell'instaurarsi dell' infiammazione gengivale ( da cui si può progredire verso forme più avanzate di malattia parodontale) e dell'avvio del fenomeno di demineralizzazione dei denti che porta alla carie. Ruolo fondamentale nell'attività di prevenzione e mantenimento della salute orale, senza tralasciare naturalmente un'attenta igiene orale quotidiana, corrette abitudini alimentari e la buona abitudine di sottoporsi a visite periodiche dal dentista, è senza dubbio quello svolto dai colluttori. La loro efficacia è stata dimostrata da varie ricerche effettuate nel corso degli anni (Loe e coll. 1965; Loe e Schiott 1970a; Lang e Briner 1984; Siegrist e coll. 1986; Segreto e coll. 1986 ). In particolare, l'Università di Saarland (Amburgo) ha effettuato di recente un'indagine sulle capacità inibitorie dello sviluppo e della crescita della placca, proprie di quattro colluttori con diversa formulazione e privi di alcool (uno a base di fluoruro amminico/fluoruro stannoso, due soluzioni con diverse concentrazioni di Triclosan, una soluzione a base di clorexidina, un placebo). I dati emersi, in seguito a controlli quotidiani dell'indice di placca secondo Silness e Loe e dei rapporti tra batteri vitali e batteri non vitali presenti, tramite la tecnica della fluorescenza vitale, hanno dimostrato l'efficacia di tali soluzioni. Dallo studio, pubblicato nel 2001 sul Journal of Clinical Periodontology, risulta che le diverse soluzioni impiegate sono tutte efficaci, ma in modo particolare la soluzione di fluoruro amminico/fluoruro stannoso, che ha dimostrato di essere in grado di ridurre l'indice di placca con percentuali crescenti, fino ad una riduzione dell'area di placca pari al 61,9 %, contro il 48,9 % ottenuto con la soluzione di clorexidina. L'utilizzo dei colluttori si rivela dunque un'arma estremamente efficace
per prevenire la formazione della placca e ridurre la vitalità
della placca residua, allontanando meccanicamente i batteri o inibendo
la loro crescita. |
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