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Dott. C. Sobrero Considerazioni retrospettive su 6 anni di endodonzia clinica con la guttaperca termoplastica. Riassunto La applicazione clinica di questa tecnica è stata sperimentata dall`autore per più di 6 anni. Sarebbe auspicabile potere disporre di cartucce di guttaperca più morbida ed aghi in argento più lunghi per potere trattare casi particolari. Introduzione In quegli anni questa metodica mi era stata suggerita praticamente solo per il back-packing, cioé per la sigillatura a ritroso del terzo medio e del terzo coronale dello spazio endodontico. L`idea positiva era la completa indipendenza da qualsiasi tipo di cono di guttaperca preformato per sigillare uno spazio che preformato non è. I primi lavori eseguiti su questo argomento si devono a Marlin e Coll. e risalgono al 1979 per gli studi in vitro (1) e al 1981 per quelli in vivo (2).
Materiali e metodi Ciò clinicamente viene ottenuto con l'uso della siringa Obtura II della Texceed Corp.: questo apparecchio riscalda la guttaperca per mezzo di una resistenza elettrica termostatata la cui temperatura può essere scelta dall'operatore. Con lo stesso apparecchio è possibile iniettare con un ago d'argento, la guttaperca fluidificata nella quantità voluta all'interno del canale. Il diametro del'ago è tale per cui con una sagomatura a conicità convenzionale è possibile introdurlo fino a circa 4 mm. dall'apice. Per evitare un sovrariempimento è necessario che il foramen sia il più piccolo possibile, quindi la tecnica è per definizione sconsigliata in tutte quelle circostanze nelle quali il diametro dell'apice sia ingrandito. E' inoltre sconsigliata in canali con lunghezza maggiore di 32 mm per l'mpossibilità di procurarsi aghi della siringa Obtura di lunghezza adeguata. La letteratura (3) riporta alcune indicazioni assolute, nelle quali il diametro apicale è scarso o nullo:
Ciònonostante ritengo che questa metodica sia in grado di gestire la maggior parte delle situazioni cliniche quando accoppiata ad una tecnica di detersione e sagomatura che permetta di mantenere un forame apicale quanto più piccolo possibile. Si sottolinea l'importanza dell'uso di un sealer che ha funzione di migliorare il sigillo e di fungere da lubrificante per lo scorrimento della guttaperca. (2) Una critica mossa verso questa tecnica è legata alla contrazione volumetrica cui va incontro la guttaperca raffreddandosi. Infatti è stato dimostrato che questa contrazione è direttamente proporzionale alla escursione termica subita. (4) Però dal punto di vista clinico Torabinejad (5) ha dimostrato con studi al MES che con una compattazione accurata si può ottenere un risultato paragonabile a quello di altre tecniche convenzionali. Ultimi due anni La sagomatura con strumenti di conicità 0.06 consente di ottenere una svasatura adatta al diametro del'ago più sottile della siringa; delle pereti canalari notoriamente molto lisce che favoriscono la progressione della guttaperca; e non ultimo un diametro apicale molto piccolo. L'accoppiamento di sagomatura meccanica al NiTi, con otturazione in guttaperca termoplastica consente una endodonzia di ottima qualità in tempi molto ridotti e con costanza di risultati. Possibili sviluppi futuri Ciò probabilmente avrebbe bisogno di una modifica anche al pistone della siringa per impedire il trafilamento posteriore della guttaperca in fase fluida, cosa che inevitabilmente accade con una guttaperca molto fluida reperibile in commercio in Italia. Inoltre sarebbe necessario poter disporre di aghi in argento di lunghezza maggiore per poter trattare anche canali di lunghezza maggiore di 32 mm. Bibliografia
Dr. Carlo Sobrero
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